Breve storia di Portegrandi
a cura del Centro di Documentazione "G. Pavanello" di Meolo
La storia di Portegrandi è legata alla sua particolare posizione geografica, in quanto luogo di confine e di cerniera idraulica tra laguna e terraferma: un crocevia d'acque dolci e salse, stazione di importanti itinerari della navigazione interna e lagunare, frequentata dall’antichità, da ogni tipo di barca e di commerci.
La sua storia è da sempre, quindi, caratterizzata dalla navigazione tra fiumi della terraferma, lagune e mare, fino alle grandi imprese idrauliche con cui la Serenissima riorganizza e modifica profondamente gli assetti naturali, e l’intera rete idraulica del territorio.
Questa, a partire dal ‘500 quando sull’ultima ansa del Sile, all’imbocco del Silone, vi è un’osteria e pochi casoni, è la fase storica in cui Venezia introduce nuovi strumenti di governo e di riequilibrio tra acque dolci e acque salse, in funzione di due obbiettivi principali: la difesa della laguna dagli effetti delle torbide fluviali e quindi della funzione storica di Venezia porto lagunare e, contemporaneamente, la conservazione dei vitali ed antichissimi percorsi commerciali fluvio-lagunari come appunto era il Sile.
Gli ultimi 500 anni di questa storia sono chiaramente significativi e documentati nella stessa toponomastica, storica ed attuale, della zona.
Bocha di Valle: così si chiamava fino alla fine del Seicento la località oggi luogo della 'conca' e indicava l'ingresso delle acque del Sile nell'area lagunare di Torcello, importante ‘emporio’ in età romana, stazione lungo la via di navigazione endolagunare tra Ravenna e Aquileia, all’interno di un sistema di vie d’acqua che la integrava con le rotte marittime e con le vie fluviali.
Portegrandi: le Porte Grandi del Sile, nella mappe antiche, indicano la grande (attuale) conca di Navigazione realizzata da Venezia allo scopo di mantenere, dopo la diversione del fiume a mare, la trafficatissima via di navigazione con Treviso e l'entroterra trevigiano. Il Sile costituisce infatti per Venezia una autentica autostrada, lungo la quale si svolge un intenso traffico di passeggeri e di merci che rifornisce la Città lagunare dei generi di prima necessità, provenienti dalla campagna, dalla collina e alla montagna veneta.
Portesine, indica l'altra conca di navigazione, più piccola, tra la Fossetta ed il Sile dove confluivano le vie di navigazione minori ma comunque importanti tra Sile e Piave (la Fossetta, il Meolo, il Vallio). Già a partire dal XIII secolo In questa parte del territorio trevigiano erano importanti i possessi nobiliari e soprattutto di enti religiosi con sede nelle isole lagunari. Anche lungo questa strada scendono in laguna legna e generi alimentari. La Fossetta, con l’istituzione di un apposito ‘traghetto’ attivo 24 ore su 24, svolge per secoli anche una importante funzione di strada che portava a Venezia, attraverso il Sile , la diplomazia proveniente dall’Austria.
Taglio del Sile, ovvero la diversione a mare del Sile: alveo artificiale, il cui escavo durato 10 anni fu terminato nel 1683, conduce le acque del fiume da Portegrandi entro l'alveo della Piave vecchia e da questa in mare. Tale provvedimento fu adottato da Venezia per impedire che le torbide del Sile interrassero, impaludassero, e rendessero malarica la laguna Nord, specialmente (come già era avvenuto) attorno a Torcello e le isole vicine. Questa parte della laguna del municipium romano di Altino, che fu celebrata da Vitruvio e Marziale come luogo di ‘incredibile salubrità’, era oramai invasa dall’acqua dolce, dal canneto e dalla malaria, aveva causato lo spopolamento di Torcello, la crisi e la chiusura di numerosi monasteri come quello di Sant’Arian.